Shogakukan sotto accusa per aver riassunto un mangaka condannato per abusi su minori
Il caso di Shoichi Yamamoto scuote l'industria manga e mette sotto accusa l'editore
La mattina di venerdì 27 febbraio, Shogakukan ha rilasciato un comunicato in cui ha annunciato la cancellazione del manga Jojin Kamen, serializzato su Manga One (piattaforma digitale di pubblicazione manga dell'editore), a seguito di gravi problemi legali legati all'autore Shoichi Yamamoto.
Nel 2016, quando era insegnante in una scuola superiore di belle arti a Hokkaido, Yamamoto avrebbe molestato e abusato sessualmente più volte una studentessa al tempo quindicenne, costringendola anche a compiere atti degradanti su se stessa. In quel periodo, stava lavorando al manga Daten Sakusen, la cui cancellazione era stata annunciata da Shogakukan nel 2020 a seguito del suo arresto.
Nel 2022, Yamamoto è tornato a collaborare con Shogakukan sotto lo pseudonimo Hajime Ichiro, lavorando a una nuova serie, Jojin Kamen, insieme all'illustratrice Eri Tsuruyoshi. Il 20 febbraio, un tribunale di Sapporo ha ordinato a Yamamoto di pagare 11 milioni di yen (circa 59.758€) di danni alla studentessa, che ha dichiarato di soffrire di disturbo da stress post-traumatico (PTSD) a seguito delle violenze subite. L'avvocato di Yamamoto ha annunciato l'intenzione di fare ricorso, mentre il mangaka ha sostenuto in tribunale che la studentessa fosse consenziente e che "non aveva chiesto aiuto ad altre persone".
Shogakukan ha riconosciuto che affidare nuovamente un progetto a Yamamoto è stato un errore e ha chiesto scusa a tutte le parti coinvolte, inclusa l'illustratrice di Jojin Kamen, che non era a conoscenza dei fatti precedenti. "Non si può dire che la redazione fosse pienamente a conoscenza del caso o che disponesse di informazioni sufficienti su quanto accaduto, e abbiamo operato in modo improprio", ha concluso Shogakukan.

Il comunicato di Eri Tsuruyoshi
Eri Tsuruyoshi, illustratrice di Jojin Kamen, ha rilasciato un comunicato in cui ha spiegato di essere venuta a conoscenza dei fatti tramite i media e i social network. L'illustratrice ha ammesso di aver sospettato sin dall'inizio che il cambio di nome di Yamamoto nascondesse qualcosa, ma di non aver approfondito la questione. Pur non essendo coinvolta nella vicenda, Tsuruyoshi si è comunque scusata con i lettori di Jojin Kamen.

Il boicottaggio di Manga One da parte degli autori
In seguito all'annuncio, numerosi autori hanno espresso solidarietà verso la vittima e la sua famiglia, criticando aspramente la gestione della vicenda da parte della redazione di Manga One e di Shogakukan.
Sumito Owara, autore di Keep Your Hands Off Eizouken!, ha annunciato la sospensione della pubblicazione del suo manga sulla piattaforma Manga One dopo aver appreso della vicenda. L'autore ha dichiarato di non poter ignorare la responsabilità morale derivante dal suo rapporto professionale con la piattaforma e ha deciso di interrompere gli aggiornamenti della sua opera finché non saranno intraprese azioni concrete da parte dell'editore.
Izumi Tomoki, noto per Mieruko-chan, ha commentato così i fatti: "Ho letto l'annuncio di Manga One, non posso credere che tutto questo sia vero. Mi distrugge pensare ai sentimenti della vittima e della sua famiglia… Inoltre, è grave che un simile atto sia stato coperto e che Yamamoto sia potuto tornare a lavorare. C'è da pensare anche all'illustratrice Eri Tsuruyoshi, che ha lavorato così duramente senza sapere nulla di tutto questo. È terribile."
Anche Makoto Raiku, autore di Zatch Bell!, ha commentato: "L"incidente di Manga One è terribile. Mi fa male pensarci."
Sumi Eno, autrice di After God, ha attaccato duramente Shogakukan per lo scandalo legato a Yamamoto. L'autrice ha informato il suo caporedattore che "se le persone che hanno cercato di insabbiare i crimini del signor Shoichi Yamamoto continueranno a essere coinvolte con Manga One, sarà impossibile continuare la serie". Ha inoltre chiesto chi altro all'interno della redazione fosse a conoscenza della vicenda.
Ikka Matsuki, autore di Nippon Sangoku - I tre regni del Giappone, ha precisato che, a causa dell'anime in uscita, la decisione non può essere presa solo da lui e dal suo editor, ma ha aggiunto che, se la situazione rimarrà invariata, sarà difficile continuare la serializzazione.
Nanaki Nanao, autore di Helck, e Yoshiaki, autore di RaiRaiRai, hanno dichiarato di non sapere ancora cosa accadrà alle loro serie, ma hanno confermato l'intenzione di completarle, anche se dovessero cambiare piattaforma.
La vicenda è stata presa molto seriamente dai mangaka, con diverse altre decine di autori, noti e meno noti nel panorama italiano, che hanno annunciato di aver sospeso o di star valutando di sospendere la pubblicazione delle proprie opere su Manga One. Altri hanno dichiarato l'intenzione di interrompere definitivamente ogni rapporto con Shogakukan. Tra questi, Yuu Watase, autrice di Fushigi Yuugi, ha confermato di essere al lavoro per rimuovere le sue opere dalla piattaforma.
Va però precisato, per evitare allarmismi, che molte delle opere citate sono pubblicate anche su riviste cartacee e altre piattaforme digitali, per cui allo stato attuale è poco probabile che gli autori ne sospendano completamente la pubblicazione.

L'intervento di Ken Akamatsu, ex mangaka e parlamentare giapponese
Ken Akamatsu, mangaka e membro della Camera dei Consiglieri del Giappone, è intervenuto in merito allo scandalo che ha coinvolto Shogakukan, esprimendo la propria solidarietà alla vittima e alla sua famiglia, condannando sia Shoichi Yamamoto sia la gestione della vicenda da parte dell'editore. Ha inoltre sottolineato che offrire un'opportunità di reinserimento è importante, ma che le modalità e le tempistiche adottate in questo caso non sono state chiaramente adeguate. Pur scegliendo di non intervenire direttamente nella questione in qualità di parlamentare - per evitare che il suo intervento possa essere percepito come una pressione nei confronti di un'azienda privata - ha comunque avanzato tre proposte in veste di ex mangaka.
- Ha proposto l'istituzione di un organismo esterno incaricato di indagare e migliorare la situazione interna all'azienda, sottolineando come non sia la prima volta che emergono scandali simili, gestiti in modo inadeguato, all'interno di Shogakukan, come il suicidio di Hinako Ashihara e i problemi denunciati da Chigusa Ichihara durante la serializzazione di Shite no Hana.
- Considerato che la serie sospesa era realizzata da due persone, ha affermato che in questo caso la disegnatrice dovrebbe ricevere una compensazione per la cancellazione della serie.
- Ha difeso la scelta di chi ha deciso di prendere le distanze da Manga One e Shogakukan, ma ha invitato a non condannare chi ha scelto di restare, poiché ciò rischierebbe di trasformarsi in una forma di giustizia sommaria incontrollata, che andrebbe evitata.
Ritiene che sia arrivato il momento, per l'intera industria, di avviare una riflessione strutturata su come tutelare e compensare la parte che subisce un danno quando una delle due figure coinvolte (autore originale o disegnatore) causa un problema, su come e a quali condizioni valutare un'eventuale sostituzione dell'autore e su quali criteri adottare per gestire l'opera qualora insorga una controversia tra autore originale e disegnatore.

Il nuovo comunicato di Shogakukan sul caso Yamamoto, 28 febbraio
Questa mattina, Shogakukan ha diffuso un secondo comunicato riguardante lo scandalo legato al mangaka Shoichi Yamamoto. La casa editrice ha ribadito di aver commesso un errore nel riassumere Yamamoto nonostante i reati precedenti, sottolineando che "la violenza sessuale, lo sfruttamento sessuale e la violazione dei diritti umani non sono mai accettabili". Shogakukan ha aggiunto di "aver riconosciuto una scarsa consapevolezza dei diritti umani e del rispetto delle leggi vigenti".

"Per garantire che simili situazioni non si ripetano, istituiremo una commissione d'inchiesta, composta anche da avvocati, per chiarire rapidamente l'accaduto. Riporteremo i risultati dell'indagine, adotteremo provvedimenti disciplinari rigorosi e metteremo in atto misure concrete per prevenire il ripetersi di eventi simili", si legge nel comunicato. "La nostra prima e principale preoccupazione avrebbe dovuto essere rivolta alle persone coinvolte. Ci scusiamo sinceramente per non aver mostrato la dovuta empatia nei loro confronti".
Shogakukan ha inoltre rivolto le proprie scuse a Eri Tsuruyoshi, illustratrice di Jojin Kamen, a tutti gli autori delle sue pubblicazioni e alle altre parti coinvolte, "per aver tradito la loro fiducia e causato loro preoccupazione e disagio". La casa editrice ha concluso scusandosi anche con tutti i lettori che hanno seguito e amato le opere pubblicate da Shogakukan fino a oggi.
Aggiornamento del 1° marzo
Alla luce degli eventi che hanno coinvolto Shoichi Yamamoto e la redazione di Manga One, la cerimonia di premiazione del 71° Shogakukan Manga Award, inizialmente prevista per il 3 marzo, è stata rinviata a data da destinarsi.
Fonti consultate: Oricon, Eri Tsuyuroshi, Sumito Owara, Izumi Tomoki, Makoto Raiku, Sumi Eno, Ikka Matsuki, Nanaki Nanao, Yoshiaki, Yuu Watase, Ken Akamatsu, Shogakukan, Kyodo News